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By Torquato Tasso

Sorgea per maraviglia un vivo lauro

tutto sicuro dal furor del cielo

con l'auree frondi e con pungenti rami,

ben che molle paresse il nobil tronco;

ma sì ferma non fu rigida pietra,

e v'affinava Amor gli aurati strali.

Dove aguzzava ei vi spuntò gli strali

senza passar la scorza al dolce lauro;

e 'l diaspro stimò più molle pietra,

e disse: "É meglio saettar nel cielo

ch'in questo così vago e chiaro tronco,

ch'ombra mi fa co' suoi frondosi rami".

Paiono augelli infra gli ombrosi rami

vaghi Amoretti, e con acuti strali

fanno i lor dolci nidi in mezzo al tronco,

o pur com'api in quel vivace lauro;

e tanti son quante le stelle in cielo,

e ciascun passerebbe un cor di pietra.

Tante faville ancor di viva pietra

non uscir mai quante da' vaghi rami,

e tutte somigliar lumi del cielo;

e se 'l percote Amor con gli aurei strali,

vedreste fiammeggiar d'ardente lauro,

via più che selce ripercossa, il tronco.

Ne l'arabico mar s'asconde un tronco

verde ne l'acque e fuor si svolge in pietra;

e serba i suoi colori il verde lauro

che più s'inaspra ove le frondi e i rami,

men duri assai de' miei pungenti strali,

alzandosi da l'acque ei mostra al cielo.

Tal sovra queste rive e 'n questo cielo

questo maraviglioso e novo tronco,

che non cura d'Amor l'arco e gli strali,

in mezzo al mar del pianto è fredda pietra;

e 'ndura al lacrimar le foglie e i rami

ove non toccan l'onde il verde lauro.

Quanti la pianta ha rami Amore ha strali

e raggi il sole, e del mio lauro il tronco

risplende più ch'al ciel lucente pietra.