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By Auteur inconnu

Talvolta l'alma mia tanto insull'ale

S'innalza in contemplando opra sì bella,

Che quasi torna alla natia sua stella,

Scevra della sua spoglia inferma e frale.

Ed allor l'immortal nella mortale

(Ch'immago egli è questa beltà di quella)

Vagheggia, e la gentil, saggia favella,

E l'onestà, cui non ha 'l Mondo eguale;

E quel soave portamento, altero,

Onde avvien che di gioia il cor trabocchi,

E 'l bel volto, or pietoso ed or severo;

E i lumi, ond'Amor par sé stesso scocchi:

Ma crescendo il desio, di quel pensiero

Sazia, per lei mirar sen corre a gli occhj.