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Se mai (come pur suol) da quella orrenda
Caverna, ove in servil ceppo vi tiene,
Fia che il vostro gran Rege vi scatene,
E in voi l'antico alto furore accenda,
Tempeste e venti, si disgombre e scenda
L'émpito vostro su lontane arene,
Talché niuna per voi di queste amene
Piante felici al suol s'abbatta e stenda.
E tu, Reno vicin, se fia che sdegni
Colà nel verno per grand'acqua immensa
Vederti chiuso infra le usate sponde,
Giungendo presso a questa piaggia, l'onde
Tosto ritira riverente, e pensa
Che qui albergano Muse e sacri Ingegni.