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Or ch'il gran braccio del Motor sovrano
Ruota i giusti flagelli, e i rei minaccia,
E dell'Italia il bel seren discaccia
Col rio furor di duro Marte insano;
Or che con moto inusitato e strano
Scuote la Terra, e i cor' di tema agghiaccia,
Tal che confuso e sbigottito in faccia
Io veggio e fuggo il mio periglio invano;
Tu noi riguarda dall'eterea chiostra,
O Vergin Madre all'altrui scampo eletta,
E 'l comun pianto al divin Figlio mostra;
Ch'altra aita non v'è nella vendetta,
Che ne circonda, e solo Italia nostra
Da te riparo a sue ruine aspetta.