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By Auteur inconnu

Com'è proprio de' fiori

Sparger soavi odori;

È proprio delle stelle

Auree vibrar fiammelle:

Sì propria è la bellezza

In Donna, e più s'apprezza,

Che spirto lusinghiero

O grave senno altero.

Il Greco Anacreonte,

Con voci argute e pronte,

Qua tragga a farne fede.

Ei dice che già diede

Saggia Natura il senno

Agli Uomini, che denno

Reggere e consigliare;

E le Donne, a lei care,

Dotò d'alma beltate,

Propria in lor fresca etate,

Qual proprio è in fiume o in lago

A i pesci il nòtar vago,

E 'l vol proprio agli Augelli,

E i piè rapidi e snelli

Muovere a Lepre in corso,

Che fugge l'unghia e 'l morso

Di Veltro cacciatore

Pien d'ira e di furore.

È ver che dolce alletta

E dolce i cuor' diletta

Spirto in Donna vezzoso,

Ingegnoso, amoroso:

Ma veggio per bellezza,

Cui Sparta ed Ilio apprezza,

L'Asia e l'Europa in guerra;

E nella Frigia Terra

Veggio il bel pomo d'oro

Farsi gloria e tesoro

Di lei, che Dea s'appella

Oltra le belle bella;

Mentre va mesta e umile

Pallade, col gentile

Suo senno, che pur muove

Dalla mente di Giove.

Felici, o Donne, ornate

D'ammirabil beltate:

E più felici quelle,

Che son vivaci e belle!

Felicissima poi

Ben tra lor sète, o voi,

Leucippe, inclito Amore

E speme del mio core;

Che in bella gioventute,

Per matura virtute

E per valor già Donna,

Ven gite in treccia e 'n gonna

Dietro l'orme leggiadre

E sagge, che il gran Padre

Segnovvi in sul Permesso;

Laddove Apollo istesso

Vi serba al nero crine

Ghirlande peregrine;

Sì v'ama e sì v'apprezza

Per senno e per bellezza.