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By Auteur inconnu

Quando all'antica età volgo il pensiero,

Riverenza, ed invidia il cor m'assale,

Per le bell'Arti, ond'in gran pregio sale

O tela o sasso od edifizio altero.

Ma poi se il Tempio torreggiar di Piero

Io veggio, e di Mosè l'alta immortale

Marmorea Immago, ed il gran Dì fatale,

Che finto in Vaticano aspetta il vero,

O Tempo antico, di che omai ti vante?

Io grido allor: Te dall'obblio profondo

Archimede innalzò, Fidia, e Timante.

Ma non è il nostro a te d'onor secondo,

S'ebbe una man ciò che, già sparso in tante,

Facea meravigliar la Grecia e il Mondo.