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Per prender del peccato alta vendetta
Io veggio uscir dalle ferrate porte
Del cieco Abisso l'implacabil Morte,
D'arco possente armata e di saetta.
Superbi Regi e plebe egra e negletta
Gitta a terra costei con egual sorte;
Le sta Giustizia al fianco, e in aspra e forte
Voce al scempio fatal vie più l'affretta.
Ossa calcando inaridite e sparte,
Scorre per tutto vincitrice, insino
All'ignota del Mondo ultima parte.
Alfine orrenda, trionfale insegna
Innalza, e piena di furor divino
Gridando va: “L'ira di Dio qui regna.”