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By Auteur inconnu

Tu piangi, Italia mia, nuove catene

Di servaggio stranier temendo; e intanto

Non ricorda il valore alla tua spene

Che schermo vile a cuor guerriero è 'l pianto?

L'imbelle lagrimare obblia sol tanto,

Ch'indocile a soffrir servili pene,

Lo scudo imbracci, e il prisco sangue e 'l vanto

Si riaccenda nelle fredde vene.

Dal profondo letargo, ove giacesti,

Per tanti lustri e secoli sepulta,

È ben ragion ch'un tuon simil ti desti.

Se poi non stringi 'l ferro, indarno insulta

Con presagi Elicona atri e funesti

A te, che vuoi languir serva ed inulta.