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Quella sopita alma virtù natia,
Che dal Ciel venne ed è nell'alma impressa,
Tempo è che omai si desti, e che me stessa
Io tragga e 'l piè dalla non dritta via.
Troppo mi tenne Amore in sua balìa;
Scuoto ora il giogo, onde già vissi oppressa,
Benché il crudo Signor vie più s'appressa
Per ricondurmi alla prigion di pria.
Se scampa incauto Augel da rete od armi,
Ratto da valli perigliose ed ime
Sen vola in alto, e lieto scioglie i carmi.
Tal io, fuggendo Amor, n'andrò sublime
Sovra i vanni di gloria a ricovrarmi
Dell'eccelso Parnaso in sulle cime.