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By Ludovico Leporeo

Qual delle Furie d'Erebo ti prese,

E di stigio licor l'alma t'intrise,

Che vai cantando in così strane guise

Onde ne restan gli antri e l'aure offese?

Quel dì che per disgrazia Orfeo t'intese,

Vinto dal tedio a sbadigliar si mise;

Talia lo tolse in burla e se ne rise,

Ma Tersicòre d'ira il volto accese.

Con Poliinnia Urania si nascose,

Calliope ti schernì, Clio ti deluse,

E gridò Euterpe: “Oh che sciapite cose!”.

L'udito con le dita Eràto chiuse,

Melpomene le mani al volto oppose;

“Quètati”, disse Apollo, e ti confuse.