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Voi, che sovente il giovenil desio
Spiegar m'udiste in amorosi accenti,
S'ancor rimbomba il suon di quei lamenti,
Date al mio vaneggiar pietoso obblio.
Sia Trino ed Un, sia Creatore Iddio,
Uom nel sen di Maria mortal diventi;
Or sarà fra i trionfi e fra i tormenti
Sacro soggetto alla profana Clio.
Cangia suo stile il canto a Dio rubello,
Che spesso errò, ben lagrimando il dico:
Pure l'error, quando si piange, è bello.
Il Ciel m'arrida, e con prodigio amico
O m'infonda nel cuor spirto novello,
O mi cangi nel seno il cuore antico.