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Io pruovo e gusto gli asprissimi frutti
d'amore, i fior del qual dolci e suavi
paiono, in sé tenendo occulti i gravi
dolori e i sospir doppi e i lunghi lutti.
Gli occhi, che star solien già sempre asciutti
de lacrime, or conven ciascun se lavi,
e fatti sono in vista oscuri e cavi
per lungo pianto, e tenebrosi e brutti.
Remoti stan da la vulgare schiera,
di veder certo ogn'altra cosa sazî
se non colei, che dà lor luce intera.
In pazïenza gli amorosi strazî
portan più che se pò, perché spera
farse per loro ancor dolci rengrazî.