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E sotto il freddo e sotto il clima ardente,
Oltre all'ultima Tule e l'Oceano,
E dovunque sia luogo, ivi si sente
La gran possa, Signor, della tua mano.
Per fuggirti Davitte, il Re dolente,
Or l'Inferno, ora il Ciel ricerca invano:
Al tuo sguardo divin tutto è presente;
Dal tuo braccio divin nulla è lontano.
La materia e la forma insieme allacci,
Ma sempre il fral composto, alfin ridutto,
Se l'abbandoni tu, scioglie quei lacci.
Il tutto senza te fora distrutto:
Di te riempi il tutto, il tutto abbracci;
Il tutto in te si trova, e tu nel tutto.