186

By Filenio Gallo

Quando, miser, fra me piangendo penso

la mia inquïete e mio dubbioso stato,

non so di chi dolermi e da un lato

el fuoco spinto par, da l'altro accenso.

Se esser da voi amato adpien ripenso,

trovomi fra mortali esser beato;

poi dico: Ahimè, se 'l mio servir gli è grato,

perché fa el mio ardor sempre più intenso?

Mi par da un canto posser contentarme

di vostra grazia e da l'altro misuro

ch'amor si regge senza scuse o arme.

Or piango, or rido, or so' benigno, or duro;

alfin poi stracco non so più che farme

né tutto in dubio sto né ben sicuro.