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By Torquato Tasso

Quel dì che la mia donna a me s'offerse

sotto mentite larve ad arte incolta,

non la conobbi in quella guisa involta

quando gli occhi leggiadri in me converse:

ch'a lo splendor fui vinto e no 'l sofferse

l'alma, ch'in lei s'è trasformata e volta;

e l'alma luce in se medesma accolta

ne' suoi raggi s'ascose e ricoperse.

O pur Amor, che li rivolge in giro,

prese nove sembianze, e novi inganni

volle a me far sì come a gli altri ei suole.

Era finto l'andare e i passi e i panni,

e vera la vergogna, ond'io sospiro

me stesso e lei che mi fé cieco al sole.