188)

By Auteur inconnu

Volta a un forte pensier, fido compagno

Di quell'aspro dolor, che chiudo in seno,

Sempre d'amaro pianto il volto bagno,

Chi fea membrando il viver mio sereno.

E se per gli occhi fuor talor non piagno,

È per sciorre a i sospir' più largo il freno.

O sorga o cada il dì, col dì mi lagno,

Ch'ultimo a' miei martir' non riede almeno.

Così men vivo, e al variar degli anni

Giammai non cangio l'ostinata doglia:

Ché non può speme ristorar miei danni.

Deh vieni, o morte, e del mio fral mi spoglia:

Tronchi un tuo colpo in me cotanti affanni,

E due salme divise un marmo accoglia.