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Spirto divin, che chiaro or nel ciel vedi
quel ch'oscuro ti fea il tuo velo in terra,
e fuor di questa tenebrosa guerra,
tra le luci celesti in pace siedi.
Da l'eterno motor grazia a noi chiedi
di fuggir quel che le nostr'alme atterra,
acciò che l'uom, che questo carcer serra,
s'annovri teco fra li celesti eredi.
Intanto noi a le tue membra morte,
perché sempre le apprezzi il mondo e ame,
darem superba e onorata tomba.
Ma il nome che tra i dotti oggi rimbomba,
serveremo nel cor finché ne chiame
a te il signor de la superna corte.