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By Nicolò Franco

Merta il Becco Sperone, avendo scritto

un fottimento tragico bestiale,

a punto da coturno o da stivale,

che quegli antichi usavano a piè dritto.

Restisi dunque Seneca in soffritto,

poiché il Divin da Padoa immortale

gli vola innanzi, che ne squassa l'ale

infino a l'Arcinfanfera d'Egitto.

Ver'è che mertaria premio maggiore,

però che solo i cori, d'atto in atto,

tengono a gola aperta l'auditore.

Pur è poco a lo scrivere c' ha fatto;

potran le Muse, per più degno onore,

dargli un Becco e un Cavallo tutt'a un tratto.