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Ninfe e Pastor', che melodie funeste
Per quest'Arcada Selva oggi spargete,
Per gli estinti Compagni – ah – non scegliete
Di Cipresso letal Corone inteste.
Fama immortal d'alto splendor gli veste:
Vi fa chiari quel raggio, e voi piangete?
Sono stelle d'Arcadia, e non Comete,
Né mertan lodi addolorate e meste.
L'Urna è comune al nostro fral, ma voi,
Che per mai non morir sudate ogn'ora,
Non dite che sian morti i vostri Eroi.
È morto in lor ciò ch'è destin che mora;
Ma se coll'opre lor parlan tra noi,
È ingiusto il duol, perché son vivi ancora.