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Piansi e cantai nel più bel fior de gli anni,
Quando è più incauto il cor, miei folli amori,
E di me, Tirsi allor, Ninfe e Pastori
Lesser ne' faggi inciso il nome e i danni.
Mi tolse poscia a gli amorosi inganni
Quel, che m'opprime ancor, desio d'onori:
Questo la vena ancor con quegli ardori
Spense, ed urtommi a più noiosi affanni.
Ma il chiaro stuol, che del gran Tebro in riva
D'Arcadia a noi rinnova il dolce canto,
Vuol ch'io ripigli la negletta piva.
Oh, se d'ozio tranquillo il Cielo alquanto
Concede all'alma tempestosa e schiva,
Fia di Cromeno ancor non vile il vanto.