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Ahimè, che ovunque il reo pensier mi mena,
Mi persegue l'orror del mio peccato:
O dorma o vegli, ognor mi veggio a lato
Il timor, la vergogna, e la mia pena.
Per l'antica trovar pace serena
Parmi alpestre ogni calle; e 'n dubbio stato
Dico: o quell'io non sono, o sì cangiato
Son, che me stesso io riconosco appena.
Vorrei, lasso, fuggir da i falli miei,
Che affliggon l'alma timida e smarrita;
E vorrei ... ma non so quel ch'io vorrei.
O gran Padre del Cielo, io pero, aita:
Tu purga col mio pianto i sensi rei;
E 'l primo me di me ritorna in vita.