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Tra 'l rigor d'Artico gelo,
Come spunta Primavera?
Con qual arte, in qual maniera
Or qui s'apre in terra il Cielo?
Ruscelletti mormoranti,
Susurrar d'erbette e fronde,
Melodie, dolci e gioconde,
D'Usignuoli lacrimanti
Odo io qui: qui sento intorno
Voci amabili serene
Di celesti alme Sirene;
E tra l'ombre ho Sole e giorno!
Tanto puote la tua destra,
O Francesco, e la tua lira:
Quella lira, onde s'ammira
D'Anfion l'arte maestra.
Deh su temprala, e frattanto
Sorgerà, con nuovo esempio,
Più di Tebe eccelso il Tempio
Di tua Gloria, a tuo gran vanto.
Quindi il coro d'Elicona,
Tra le Grazie e i biondi Amori,
T'offrirà di lauri e fiori
Fulgidissima corona.
Io, per me, ti serbo un serto
D'immortal purpurea Rosa:
Che un dì cinga quella Sposa,
Ch'è bel fregio al tuo gran merto.