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Poi che nel cor mille ferite e mille
Gli occhi mi fero di colei, che adoro,
E che vidi negarsi al mio ristoro
Per bagnarne le piaghe ancor due stille,
Lo sguardo affissi in quell'empie pupille
Per rimirare almeno ond'è ch'io moro;
Ma, lasso, allor me stesso entro di loro
Splender vidi tra lampi e tra faville.
Ond'io dicea confuso: “E come ha dato
A me sì vago ne' begli occhi il loco
Ninfa, che m'ha dal cor sempre scacciato?”
Udimmi Amore, e, me prendendo a giuoco,
Disse: “E non scorgi, o folle, il duro stato?
Tu fra i raggi ti credi, e sei nel fuoco.”