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By Auteur inconnu

Tosto che, del valor trofeo, la bella

Giacque del gran Germano invitta salma,

Scossa dal fral l'altera intrepid'Alma

Ratto volò nella sua patria stella.

E di lassuso risguardando quella

Ampia ferita, ch'all'eterna calma

Per raccor lo guidò corona e palma,

Lieto sorrise e si compiacque in ella.

Ma poi che dalle sedi eccelse e liete

Il fraterno amor vostro ei vide in braccio

All'aspro duolo, onde sì mesti siete,

Così sgridovvi: “A me, che in pace or giaccio,

Onta è 'l dolore; anzi gioir dovete,

Se il carcer mi fu aperto e infranto il laccio.”