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By Auteur inconnu

Io, già Donna del Mondo, al fido speglio

Del mar, ch'il fianco bagnami e le piante,

Contemplo mesta il mio servil sembiante,

Da profondo letargo or che mi sveglio.

Dormire eterna notte era pur meglio,

Ch'al mio collo sentir giogo pesante!

Tra le miserie mie sì varie e tante

Qual prima a lagrimar materia sceglio?

Miro troncato il crine, afflitto 'l viso,

Lo scettro infranto, ottuso il brando e scinto,

Il Diadema real rotto e diviso.

E pur con fronte mesta e piede avvinto,

Godo tra 'l duol, che tiemmi il cor conquiso,

Ché sopito è il valor, ma non estinto.