19 [Di Pietro de' Faitinelli]

By Auteur inconnu

Spent'è la cortesia, spent'è larghessa,

spent'è la gentilessa,

spent'è l'onor di molti bei costumi

ch'uçar nel tempo buon già si soleanno.

Lo vero è in bando e lieltà si spressa,

vint'è pietà da empiessa,

tanto èn dei cuori humani orbati i lumi

e sì per ritrosia le cose vanno.

El tradimento pessimo e lo 'nganno

che far si suole per ghiottornia d'avere

tenuto è più savere;

e se vivesse Ghirello e Salvagno

terreansi i furti lor necto guadagno.

Li ricchi stolti son<o> saggi tenuti;

a tanto son venuti

che que<ll>i che sono ornati di scïensa

sono schifati, avendo povertade;

e i gran servigi son<o> tucti perduti

e i meççani e i minuti

son postergati per discannoscenza

che fa seccar(e) la fonte di pietade.

Non ci à più luogo consanguinitade,

né fratellansa, né amor di parte;

di questo ò mille carte:

che tucto 'l mondo or è rivolto a sètte,

ciaschun secondo va che ben li mette.

La carità del proximo e di Dio

molt'è che disparìo,

senza la quale indarno s'afatica

chi vuol salir su nello eterno regno.

Lascive e ponpe non son<o> in oblio,

e quel peccato rio,

l'avaritia, di Dio mortal nimica,

nel qual s'accusa tucto 'l nostro ingegno.

Vertù sono or tenute quaçi a sdegno;

vitii, vitiosi e scelerati,

quei sono or conmendati.

Per che m'infrasco di parole tante?

Curato non c'è Dio, Santi né Sancte.

Dunqua, se il mal<e> travalicha lo bene,

che sensa fallo avene,

null'om terreno dovria meravigliarsi

poi che la terra non rende suo fructo.

La meraviglia è pur che Dio sostene

tante spurcitie e mene,

e chome l'ira sua può mitigarsi

che non profondi giù 'l secolo tucto.

Or è ad altro il Cristianesmo aducto

ch'a scisma, tirannia, rapina e guerra?

E da ciò non disferra;

e se 'l Signor<e> non ci provede, io veggio

che 'l mondo e per andar di male in peggio.

Vanne, mia riprendevil cansonetta,

da intender leggeretta,

in quelle parte dove sono i buoni,

discreti e saggi, con cognoscimento;

e se dalli altri volessi esser lecta,

fsuolr di lor man ti getta,

ch'ai loro orecchi tuo valor non suoni,

ché gitteresti le parole al vento.

Il macto non vuol mai correggimento

e 'l saggio sempre fa tucto il contrario

e tiello nel suo armario;

dai buon' serai con diligensa intesa

e, senza spada, con ragion difesa.