19. Sì altamente e bene.

By Auteur inconnu

Sì altamente e bene

fin'Amor mi 'nvitao,

madonna, in voi servire;

e quando mi sovene

la gioi che mi donao

getto un grande sospire;

ca tutto al so volire

leale mi trovao,

però mi meritao

de lo so benvolire;

chè già mai non partire

con lui m'acompagnao,

ben mi nde asicurao

speranza a non fallire.

Speranza m'à falluta!

Ormai non siete mia,

molto ne son dolente.

Donna non è tenuta

mutare compagnia;

poi lo nome li mente,

non è tanto valente,

par che donna non sia;

poi che fallì una via

a lo suo ben vogliente,

non l'adorna neiente

gioia nè cortesia;

ogni cosa l'è ria

e falla sconoscente.

Bella, poi che fallio

lo vostro gaio core,

d'altro avendo pensieri,

da voi si dipartio

la belleze e l'onore

e non se' quella ch'eri;

tutta gioia in voi perì,

poi che fallaste amore;

fallile ogni finore,

la gioi che fu 'mprimeri.

Già fui sì volentieri

vostro bon servidore,

comendaivi a tuttore

non come lusinghieri.

Ditto m'era sovente,

e fede non ci dava

chiunque lo mi dicia,

qual era caunoscente;

pegio mi ne contava,

e non mi scomovia;

tutto tenea in buscia,

bella, tanto t'amava,

ch'io no lo mi pensava

di voi audir fallìa;

or mi n'ài messo in via,

madonna, cui amava;

certo ben folliava

di non audir fallia.

Del vostro onor mi pesa

che tanto este sbassato,

ch'eri d'alto paragio;

perduto ci ò una 'ntesa,

un amor m'à amendato

lo danno e lo dannagio.

Sì alto cangio nd'agio anche

che sia privato;

tegnomi 'ncoronato

de lo suo segnoragio;

non a legier coragio,

però li mi son dato;

presiline pec<c>ato

che m'era fatto oltragio.

Or foss'eo in quel loco,

e fostevi u' sai!

In quell'aigua rosata

vedreste il nostro gioco!

Lamenteriami assai

davanti a la 'nsegnata;

solo a quella fiata

per vedere verrai,

e poi non più già mai.

Poi tal donna m'è data

sovra l'altre plaitata,

tutte quante ubriai

e d'altra non curai,

poi che l'ebbi adonata.

Ancor sto in gioi di vui,

del vostro adonamento,

chè porto in rimembranza

del vostro amor che fui

sollazo e ispellamento

e con grande allegranza.

Che di voi mi 'navanza

nè dico, nè consento;

cantando mi lamento,

quest'è la mia vengianza.

Vorrea vostra onoranza,

ca per confortamento

a lo meo partimento

non fosse di sturbanza.