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Anzi tre dì creata era alma in parte
Da por sua cura in cose altere e nove,
E dispregiar di quel ch'a molti è 'n pregio.
Quest'ancor dubbia del fatal suo corso,
Sola, pensando, pargoletta e sciolta,
Intrò di primavera in un bel bosco.
Era un tenero fior nato in quel bosco
Il giorno avanti; e la radice in parte
Ch'appressar nol poteva anima sciolta:
Che v'eran di lacciuo' forme sì nove,
E tal piacer precipitava al corso,
Che perder libertate iv'era in pregio.
Caro, dolce, alto e faticoso pregio,
Che ratto mi volgesti al verde bosco,
Usato di sviarne a mezzo 'l corso,
Ed ho cerco poi 'l mondo a parte a parte,
Se versi o pietre o suco d'erbe nove
Mi rendesser un dì la mente sciolta.
Ma, lasso, or veggio che la carne sciolta
Fia di quel nodo ond'è 'l suo maggior pregio,
Prima che medicine antiche o nove
Saldin le piaghe ch'i' presi 'n quel bosco
Folto di spine; ond'i' ho ben tal parte,
Che zoppo n'esco, e 'ntraivi a sì gran corso.
Pien di lacci e di stecchi un duro corso
Aggio a fornire, ove leggera e sciolta
Pianta avrebbe uopo, e sana d'ogni parte.
Ma tu, Signor, c'hai di pietate il pregio,
Porgimi la man destra in questo bosco;
Vinca 'l tuo Sol le mie tenebre nove.
Guarda 'l mio stato alle vaghezze nove,
Che 'nterrompendo di mia vita il corso,
M'han fatto abitator d'ombroso bosco:
Rendimi, s'esser può, libera e sciolta
L'errante mia consorte; e fia tuo 'l pregio
S'ancor teco la trovo in miglior parte.
Or ecco in parte le question mie nove:
S'alcun pregio in me vive o 'n tutto è corso,
O l'alma sciolta o ritenuta al bosco.