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By Niccolò da Correggio

Rimanti, o fidel servo, in quella pace

che ti può dar lo amaricato core,

e puoi che son per me venute l'ore,

andar convienmi ove a Fortuna piace.

Supplisca il volto, se la lingua tace,

a farti noto il mio intenso dolore:

cusì va spesso chi si fida a Amore,

di sue promesse perfido e fallace.

La fede almen, che in suo poter non resta,

ti lascio, e meco la tua, ferma, porto

che la partita fa manco molesta;

e se a la vita mia vòi dar conforto,

non far mia pena ad altri manifesta

prima ch'io gionga al mio fin breve e corto.