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S'io penso al tuo leggiadro almo sembiante,
Al vivo spirto, al vago sen di neve,
Qualche conforto il cor mesto riceve,
Perché sì rare amo bellezze e tante.
Ma, se nimico Amor mi reca avante
L'orgoglio e l'onte, e il tuo cor vario e lieve,
Tal poi velen l'alma per gli occhi beve,
Che quasi esce dal sen lo spirto amante.
Dappoi che il male è in me sempre maggiore,
E dell'inganno suo l'alma s'avvede,
Fuggirò del tuo bello il reo splendore.
E se mai l'alma in libertà sen riede,
Io griderò: sol tormentoso è Amore,
Ché unite non van mai bellezza e fede.