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By Auteur inconnu

Lassa, che un mar cinto di sirti io varco,

E l'aer grave e 'l vento intorno freme:

Veggio di mostri un fiero stuolo e insieme

Irato il Cielo e di tempeste carco.

In sì strano periglio ov'è chi il varco

M'additi, e sgombri il duol, che l'alma preme,

Se l'usata mia scorta e fida speme

Ha già deposto il suo mortale incarco?

D'or in or cresce il mio gravoso affanno:

La morte mi s'appressa, e mi fa guerra

Vie più la tema dell'eterno danno.

Ma tu, Signor, qual già solevi in terra

Scorger miei passi, or traggi fuor d'inganno

La nave mia, che dubbia scorre ed erra.