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Dacché mi tolse a i sette colli alteri
Solo a' miei danni l'empia sorte intenta,
Tanti all'afflitto sen dardi m'avventa,
Quanti ad ogn'ora in me nascon pensieri.
E perché d'ogni speme ancor disperi,
E a false larve il mesto cor consenta,
Mi dipinge la fede in voi già spenta,
Onde traggo i miei dì torbidi e neri.
Dal vostro aspetto sol lo spirto oppresso
Chiede ristoro: indi capir potrete
Ciò che non sa ridirvi il labbro istesso.
Da gli occhi miei, che lagrimar vedrete,
Dal volto, ov'è l'orror di morte impresso,
Qual pena è lontananza allor saprete.