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By Antonio Tebaldeo

S'io non vengo, signor, dove tu chiedi,

gli è che non ho caval, che poi che inteso

ebbi quanto me scrivi in ira acceso,

a maledire il mio destin me diedi.

Arei ben un dextrier facto dei piedi,

ma non pòn, ché il lor spirto è in carcer preso;

pregato ho Amor che a portar questo peso

l'ale me impresti, et ei: “Dove ale vedi?

Quanto è ch'io non volai? Non sciai che quella

che a te il cor tolse et a cui servo sei

tolte ha a me l'ale, l'arco e le quadrella?”.

Non c'è Flavia, signor, né li chiedrei

l'ale, ché se non posso aver da ella

il mio, quel che è d'altrui peggio averei.