197

By Niccolò da Correggio

Presaga mente, a che dar pena al core

prima che del suo mal da sé se accorgi?

A un fermo imaginar timido il scorgi,

che de l'effecto reo doglia è magiore.

Non una volta un vero amante mòre,

ma quante ne la speme il dubio porgi;

cade se cadi tu, sorge se sorgi,

ma in questo ultimo puoi resta poche ore.

Bastiti, o mente mia, dunque, d'un male,

né gli rapresentar tante paure,

ché pur troppo al suo strazio è un solo isdegno.

Sogni, imaginazioni, ombre mortale

gli mostran tante sue doglie future,

che di fugirsi già facto ha dissegno.