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Già torna Aprile, e i congelati umori
Mormorando infra l'erbe il rio discioglie;
Cantan gli Augei delle lor calde voglie,
E scherzan lieti i pargoletti Amori.
Insuperbisce il suol tra molli odori
Ricco di nuovi fiori e nuove foglie,
E la vaghezza, che nel seno accoglie,
Par che prenda dal Ciel forme e colori.
Ove un limpido fonte il terren bagna,
Siedon Ninfe e Pastori, e 'l suo desio
Ciascun palesa alla fedel compagna.
In sì lieta stagion dico al cor mio:
"Perché il duolo or da te non si scompagna?"
Ed egli: "Ahi nol consente il destin rio."