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Poiché 'l desir mi sprona,
e Amor cortese e umano
mi detta quant'io parlo e quant'io scrivo,
e tal piacer mi dona
lo sguardo umile e piano
ch'a dir di lui mi sento al ciel ir vivo,
poiché madonna ha a schivo
che 'n voce o con inchiostri
di lei ragioni o scriva
come sol da noi viva,
occhi leggiadri, mi convien ch'io mostri
e 'l gran pregio e 'l valore
e ciò che di voi meco parla Amore.
Non perch'io non m'aveggia
che quasi legne al foco
di voi parlando ond'ardo, aggiunga sempre,
e che non vi pareggia
il mio stil basso e roco.
Ma perché parmi che le faci tempre
Amor con dolci tempre,
finché di voi ragiono,
per addolcir la fiamma
che 'l cor (lasso) m'infiamma
cerco spiegar (benché con basso suono)
vostra immensa virtute
che potria dar al mondo ogni salute.
Che non vi vidi unquanco,
splendenti e lucid'occhi,
che pieni non vi trovasse d'ogni bene,
che dal nero e dal bianco
par ch'una grazia fiocchi,
che m'empia tutto d'amorosa spene,
e queti le mie pene,
con la vostr'alma vista,
tante dolcezze e nuove
Amor nel cor mi piove,
ch'indi ci fugge ciò che mi contrista.
Ond'è di voi sì vaga,
che di miravi sol l'alma s'appaga.
E se durasse alquanto
il ben che da voi viemmi,
tra mortali sarei più che beato,
che 'l vostro lume è tanto
e sì felice tiemmi,
che tenendo da voi abito e stato,
in immortal mutato,
d'uomo mortal sarei,
ma perché tanto altero
non venga il ben ch'io spero,
togliete a l'alma e a gli spiriti miei,
né so perché sì spesso
private me del mio gioir espresso.
Che come lo splendore
vostro ogn'oscuro scaccia
col vivo raggio alteramente umile,
così da me esce fuore,
quando ne la sua faccia
miro e nel vostro lume ogn'atto vile.
Che quanto è di gentile,
come da sua radice
da voi mi vien ne l'alma,
e d'ogni grave salma,
mi scarca sì ch'io son lieto e felice,
talché non potria dire
lingua mortal alcuna, il mio gioire.
Canzon non pensar già di restar sola,
poiché nuovo desio
m'accende a ragionar del piacer mio.