199

By Giambattista Giraldi Cinzio

Poiché 'l desir mi sprona,

e Amor cortese e umano

mi detta quant'io parlo e quant'io scrivo,

e tal piacer mi dona

lo sguardo umile e piano

ch'a dir di lui mi sento al ciel ir vivo,

poiché madonna ha a schivo

che 'n voce o con inchiostri

di lei ragioni o scriva

come sol da noi viva,

occhi leggiadri, mi convien ch'io mostri

e 'l gran pregio e 'l valore

e ciò che di voi meco parla Amore.

Non perch'io non m'aveggia

che quasi legne al foco

di voi parlando ond'ardo, aggiunga sempre,

e che non vi pareggia

il mio stil basso e roco.

Ma perché parmi che le faci tempre

Amor con dolci tempre,

finché di voi ragiono,

per addolcir la fiamma

che 'l cor (lasso) m'infiamma

cerco spiegar (benché con basso suono)

vostra immensa virtute

che potria dar al mondo ogni salute.

Che non vi vidi unquanco,

splendenti e lucid'occhi,

che pieni non vi trovasse d'ogni bene,

che dal nero e dal bianco

par ch'una grazia fiocchi,

che m'empia tutto d'amorosa spene,

e queti le mie pene,

con la vostr'alma vista,

tante dolcezze e nuove

Amor nel cor mi piove,

ch'indi ci fugge ciò che mi contrista.

Ond'è di voi sì vaga,

che di miravi sol l'alma s'appaga.

E se durasse alquanto

il ben che da voi viemmi,

tra mortali sarei più che beato,

che 'l vostro lume è tanto

e sì felice tiemmi,

che tenendo da voi abito e stato,

in immortal mutato,

d'uomo mortal sarei,

ma perché tanto altero

non venga il ben ch'io spero,

togliete a l'alma e a gli spiriti miei,

né so perché sì spesso

private me del mio gioir espresso.

Che come lo splendore

vostro ogn'oscuro scaccia

col vivo raggio alteramente umile,

così da me esce fuore,

quando ne la sua faccia

miro e nel vostro lume ogn'atto vile.

Che quanto è di gentile,

come da sua radice

da voi mi vien ne l'alma,

e d'ogni grave salma,

mi scarca sì ch'io son lieto e felice,

talché non potria dire

lingua mortal alcuna, il mio gioire.

Canzon non pensar già di restar sola,

poiché nuovo desio

m'accende a ragionar del piacer mio.