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Musa, cui già cortese Apollo diede
Gli altrui bei pregi a celebrar sovente,
Poiché non ti risponde o non ti sente,
Né ti dà bella, chi dovria, mercede,
Vattene lungi in più riposta sede
Sott'aere più tranquillo e più clemente:
Forse avverrà, se il mio destin si pente,
Che amor tu trovi in stranio petto e fede.
Vattene franca, e, per solinghi e cupi
Luoghi se fia che tu cantando passi,
A te risponderanno antri e dirupi;
E ovunque volgerai le piante e i passi,
Udrai almen selve canore e rupi
Far eco al canto, e darti plauso i sassi.