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By Auteur inconnu

Dov'è, Signor, la tua pietade antica,

Che in Cielo e in terra alto così risuona?

Deh stendi omai, stendi la destra amica,

E me tuo Figlio al Padre suo ridona.

Poiché Gente di te, di me nemica

Odo, che sopra il capo mio già tuona,

Già tra' suoi lampi mi ravvolge e implica

Fulmin, che intorno a me s'aggira e suona.

E qual gloria ne avrai, Fabbro superno,

Se l'opra tua miseramente piomba

Nell'orrende voragini d'Averno?

Ah Dio, che mai da quella orribil tomba

Non sorse lode al tuo gran Nome eterno,

Ma ben dal Ciel, dove ogni lingua è tromba.