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Fra i contrasti del core io sol pavento
Di nuove cure un tormentoso affanno,
Né ben comprende il mio pensier l'inganno
D'un rio piacer, che maschera il tormento.
Or mi lusinga dolcemente intento
All'impero del core un Dio tiranno;
Or mi dispera il già temuto danno
D'un gelo rio, che risvegliarsi io sento.
Mie diffidenze e mie speranze ardite,
O espugnate dal cor la speme omai,
O la speme del cor più non tradite.
Ma voi mi dite, e mi accrescete i guai,
Che speranze a' timori andranno unite
Sol per schernir chi non godrà giammai.