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By Auteur inconnu

Qual solea farsi il Tebro, allor che cinti

Di palme, e i crin' di polve e sudor sparsi,

Tornar vedea i suoi Regi, e con lor starsi

I Re nemici, di catene avvinti,

Che d'ira accesi e di pallor dipinti

Udiano al Cielo mille plausi alzarsi,

E il Roman nome d'alte lodi ornarsi

Dietro a i gran' plaustri d'uman sangue tinti;

Tal si fa il Reno in questo illustre giorno,

In cui, saggio Signore, al soglio ascendi,

Al soglio già d'altri tuoi pregi adorno,

Ch'ei vede, or che al Vessillo il braccio stendi,

Depresso il vizio e, dell'invidia a scorno,

Sorger virtù, cui sempre orni e difendi.