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Gravan l'Alma così cure ed affanni,
Che braccio chiedo di pietà non parco,
Che me pur salvi dal penoso incarco,
Per cui pavento omai gli ultimi danni.
Ma con finto soccorso, ah non m'inganni
Speme, ed Amor di crudeltate scarco,
Ch'essi fur ch'a mia morte apriro il varco
Con finti vezzi e con fallaci inganni.
Ragion, tu sola il puoi; deh tu m'aita:
Toglimi all'aspro duolo, ed ogni affetto
Tranquillamente a posar teco invita.
Ma scaltra ogni pensier rendi soggetto,
Poiché tu ancor potresti esser tradita,
S'un di lor vola al lusinghiero oggetto.