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By Auteur inconnu

Non spente già di due leggiadre gote

Vermiglie rose, o gigli a rose misti,

Piango; né svelto i miei pensier' fa tristi

L'oro d'un crin, che lasciv'aura scuote.

Piango in te, Bice mia, gelide e vòte

Innocenza e virtù, ch'in terra apristi,

E costumi, a cui pari unqua non visti

Furo, e che 'l Mondo più veder non puote.

Perder beltà, che viene e passa a volo,

Qual Iri in nube o fior lungo un ruscello,

Non è dolore, o de' men saggi è solo.

Perdita lagrimosa è ben di quello,

E di gran pianto degna e di gran duolo,

Che da qui a mille etadi era ancor bello.