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Donna, se avvien giammai che rime io scriva
Non indegne del vostro almo sembiante,
In me da quelle luci oneste e sante,
Fonti d'Amore, il gran poter deriva.
S'alza il basso mio stile, u' non ardiva
Senza il vostro favor salir dinante,
Qual di Febo in virtù vil nebbia errante
Talor lassuso a farsi stella arriva.
Leggo in voi ciò che penso; e quasi fiume,
Che dalla fonte abbia dolci acque e chiare,
Le mie rime han da voi dolcezza e lume.
E se impura amarezza entro v'appare,
Dal mio cuor, non da voi, prendon costume,
Ché in voi son dolci e in me si fanno amare.