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Io son nel mar d'un tempestoso Amore,
Povera ed infelice navicella,
Scossa ogni dì dalla fatal procella,
Che sveglia nel mio sen speme e timore.
Parmi talor che con sereno albore
Nasca in Cielo per me benigna stella;
Ma nata appena, ricoprir sua bella
Faccia si vede di funesto orrore.
Vorrei sperar; ma nel medesmo istante
Che bramo entrar colla speranza in porto,
M'arretra del timor l'onda incostante.
Torno a sperar, perché nell'onde assorto
Non è per anco questo cuore amante;
Ma della calma — oh Dio! — il tempo è corto.