2 (261)
Laddove i pensier' corrono sovente,
Anzi dove è riposta ogni mia cura,
Ecco, dico, l'oggetto, in cui Natura
Il suo poter palesa, ammira, e sente.
Scesa è del Ciel, perché l'umana gente
Meglio da questa intenda alta fattura
Il suo Fattore; e fu nostra ventura
Se il Ciel serbolla al secolo presente.
Al Ciel dunque porgiam carmi di lode;
Al Ciel chiedasi sì che a gli occhi nostri
Non manchi così bella e chiara luce.
Così in terra, allor ch'ama, il giusto gode,
Così si sale a i bei superni chiostri,
Così beltà di Donna in Ciel conduce.