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By Auteur inconnu

Della mia gioventù nel primo fiore

Fu mia cura maggior, mio maggior vanto

Pascer la gregia al bel Panaro accanto

E superba sprezzar lo stral di Amore.

Si sdegnò dell'offesa il rio Signore:

M'attese al varco, e alfin mi prese. Ahi quanto

Ne fé acerba vendetta! al duolo, al pianto

Dannò per sempre gli occhi afflitti e il core.

In oscura prigion tra' lacci avvolto,

Misero, ei soffre ancor tormenti e pene,

Né sente la ragion, che il vuol disciolto.

E invano il tempo a risvegliarlo viene

Dal letargo fatale, ov'è sepolto;

Ché sol Morte può scior le sue catene.