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È sì fosca la nebbia de' pensieri
Entro mia mente combattuta e trista,
Ch'ogni oggetto anche lieto mi contrista
E fa che Morte e non più vita io speri.
Se fiso miro il Sol, par che si anneri;
Se poi notte sen vien, torbida e mista
Scena di nuovo orror s'offre alla vista,
Astri rotando in Ciel maligni e feri.
Accuso il fato allor, che ne' verd'anni
Mio stame, ahimè, non tronca involto al fuso,
Né mi discioglie omai da tanti affanni.
Ma la ragion mi sgrida, e a miglior uso
Vuol ch'io serbi me stesso e me condanni:
Onde veggio che a torto il fato accuso.