2 (342)
Ascolta, o vago Tirsi: appena avea
Fugate in Ciel le matutine stelle
La sposa di Titon, che queste e quelle
Mandre al vicino bosco io conducea;
Quando incontrommi al fonte, in cui solea
Anch'egli abbeverar le pecorelle,
Il vecchio Uranio: “E tu del Ciel le belle
Meraviglie non miri?” ei mi dicea.
“Odi del senso i rapitori accenti
D'un Augellin, che con soave canto
Loda anch'egli il suo Nume in bei concenti:
Indi rifletti, o qual piacere, oh quanto,
Fra l'armonia delle beate menti,
Dovrà un'alma provar, se questo è tanto!”