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By Auteur inconnu

Ascolta, o vago Tirsi: appena avea

Fugate in Ciel le matutine stelle

La sposa di Titon, che queste e quelle

Mandre al vicino bosco io conducea;

Quando incontrommi al fonte, in cui solea

Anch'egli abbeverar le pecorelle,

Il vecchio Uranio: “E tu del Ciel le belle

Meraviglie non miri?” ei mi dicea.

“Odi del senso i rapitori accenti

D'un Augellin, che con soave canto

Loda anch'egli il suo Nume in bei concenti:

Indi rifletti, o qual piacere, oh quanto,

Fra l'armonia delle beate menti,

Dovrà un'alma provar, se questo è tanto!”