2 (356)
Donna gentil, la vostra lontananza
Ridotto il fil della mia vita avea
Debile sì, ch'io già più non potea
Se non di morte essere albergo e stanza.
Sol troppo temeria, la speranza
Il timoroso cor pur difendea;
Ma già nel fiero assalto ella cedea,
Mal sostenendo omai tanta possanza.
Quando, dolce mio mal, con voi tornaro
Dentro il mio cor la gioia ed il desio,
Che colla speme alla difesa entraro,
Allor fuggì la morte ed ogni rio
Seguace suo; sicch'oggi alfine imparo
Che voi siete il morire e il viver mio.