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Sai, Francesco, con chiara e nobil arte
Dare ad Alme ben nate almi splendori,
O mostrandole in tele i tuoi colori,
O che le orni il tuo stile in dotte carte.
Ben Io m'avveggio di seguirti in parte,
Cingendo il crin di non caduchi allori;
Né val grave vapor fra densi orrori
Ergersi a chiara e luminosa parte.
Pur tu poggiando ove di rado uom sale,
Puoi, mercé del tuo amore, alzarmi tanto,
Che nol può mai palustre Augel senz'ale,
Se cantando dirai che volli anch'Io
Sciogliere a par del tuo dolce il mio canto,
E restai pien di nuovo e bel desio.